Alternanza scuola lavoro

PREMESSA: COS’È L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO?

L’alternanza scuola lavoro è un metodologia didattica che ha l’obiettivo principale di:

a. attuare modalità di apprendimento flessibili che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica;
b. arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mondo del lavoro;
c. favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
d. realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile;
e. correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

Attraverso l’alternanza scuola lavoro si concretizza il concetto di pluralità e complementarità dei diversi approcci nell’apprendimento. Il mondo della scuola e quello dell’impresa/struttura ospitante non sono più considerati realtà separate ma realtà integrate tra loro, consapevoli che, per uno sviluppo coerente e pieno della persona, è importante ampliare e diversificare i luoghi, le modalità ed i tempi dell’apprendimento.
Il modello dell’alternanza scuola lavoro intende non solo superare l'idea di disgiunzione tra momento formativo ed operativo, ma si pone l’obiettivo più incisivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate “sul campo” e offrendo nuovi stimoli all’apprendimento e valore aggiunto alla formazione della persona.

L’alternanza si articola in periodi di formazione in aula e periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, utilizzando metodologie e pratiche didattiche che valorizzano stili di apprendimento anche di tipo induttivo:

  • Visite aziendali guidate;
  • Testimonianze da parte dei diversi soggetti dell'impresa;
  • Tirocini curriculari;
  • Impresa formativa simulata;
  • Impresa didattica;
  • Progetti realizzati su commissione da parte delle imprese pubbliche o private;
  • Preparazione e accompagnamento al tirocinio;
  • Project work;
  • Elaborazione delle esperienze maturate.

Il tirocinio curriculare costituisce pertanto il periodo di apprendimento che lo studente trascorre in un contesto lavorativo, ovvero la fase “pratica” di un percorso di alternanza svolta presso una struttura ospitante; conseguentemente il tirocinio curriculare non può essere identificato con l’alternanza tout court, che include anche altre esperienze ed attività realizzate dalla scuola.

Con la recente introduzione della dimensione curricolare dell’attività di alternanza, le discipline sono necessariamente contestualizzate e coniugate con l’apprendimento mediante esperienza di lavoro. La descrizione degli esiti di apprendimento, viene condivisa sin dalla fase di progettazione dai docenti del consiglio di classe, accogliendo anche gli elementi forniti dai tutor, ed è alla base del riconoscimento dei crediti anche per un eventuale passaggio dello studente in percorsi di apprendistato o in altri indirizzi di studi.
Per poter realizzare percorsi di alternanza-scuola-lavoro coerenti e ben strutturati è prioritario e fondamentale che vi sia una forte co-progettazione dell’esperienza e quindi:

  • un accordo tra i soggetti coinvolti (scuola/ struttura ospitante)
  • una condivisione della progettazione dell’intero percorso, sia delle attività in aula che dei periodi di permanenza nella struttura ospitante, sia da parte dei docenti della scuola e dei responsabili della struttura stessa, che dello studente, che assume così una consapevolezza e una responsabilità diretta nei confronti del proprio apprendimento; 
  • un flusso costante di informazioni tra i vari soggetti coinvolti, ciascuno dei quali non si limita solo alla realizzazione delle azioni di sua competenza, ma deve preoccuparsi anche del collegamento con le attività realizzate da altri soggetti.

Il periodo in contesti lavorativi nella struttura prescelta è in genere preceduto da un periodo di preparazione in aula, con la partecipazione di esperti esterni e successivamente accompagnato da momenti di raccordo in aula tra i percorsi disciplinari e l’attività formativa esterna; si conclude con la valutazione congiunta dell’attività svolta dallo studente da parte del tutor interno e dal tutor esterno.
La valutazione del percorso in alternanza è infatti parte integrante della valutazione finale dello studente ed incide sul livello dei risultati di apprendimento conseguiti nell’arco del secondo biennio e dell’ultimo anno del corso di studi.
La certificazione delle competenze sviluppate attraverso la metodologia dell’alternanza può essere acquisita negli scrutini intermedi e finali degli anni scolastici compresi nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi. In tutti i casi, tale certificazione deve essere acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione agli Esami di Stato e inserita nel curriculum dello studente. La valutazione di tali competenze concorre alla determinazione del voto di profitto delle discipline coinvolte nell’esperienza di alternanza e, inoltre, del voto di capacità relazionale, partecipando all’attribuzione del credito scolastico. In esito ai risultati degli Esami di Stato, a conclusione del percorso triennale di alternanza, l’istituzione scolastica attesta le competenze acquisite dallo studente, all’interno del certificato rilasciato ai sensi dell’articolo 6 dei dd.PP.RR. nn. 87 e 88 del 2010, per gli istituti professionali e tecnici, e dell’articolo 11 del d.P.R. 89 del 2010 per i licei.